I FUMI DELLA FORNACE
DISOBBEDIENZE TEMPORALI. Pause, arresti, ripensamenti.
Curated by Giulia Pigliapoco
With Francesco Corsi, Natalia di Cosmo, Jacopo Jenna, Giacomo Lilliù, Domenico Antonio Mancini, Gaetano Palermo e Michele Petrosino, Laura Pante, POEM, Davide Tidoni.
“Il tema cardine di questa edizione è il Ma e la Contraddizione. Il ma è una congiunzione avversativa e restrittiva, che oppone, eccettua, corregge, spesso impiegata per esprimere la contraddizione rispetto al termine che lo precede. Per questo motivo, il progetto Disobbedienze temporali. Pause, arresti, ripensamenti si propone di interpretare la contraddizione attraverso la lente della nostalgia, intesa come pausa, arresto, ripensamento, mancanza, istanti di rischio, indecisione, una forma di disobbedienza temporale. Sfuggendo ad un desiderio nostalgico di recupero, Rassegna Diffusa vuole invece declinare la nostalgia come trasgressione che mescola, sovrappone e giustappone diversi piani temporali nel tempo presente. La nostalgia si fa strumento per interrogare il passato e il perduto quali pratiche generative d'interpretazione del presente e d'immaginazione di nuovi scenari. Le diverse pratiche artistiche agiscono su uno spazio plasmato dal tempo, il centro operaio di Valle Cascia, sorto attorno a una fornace di mattoni, a dimostrazione di come il passato si ripercuota sul presente ma anche di come il potere immaginativo di una comunità permetta di gettare le basi per futuri possibili. In questo senso, il tempo può essere concepito come relazione, non solo tra diverse temporalità, ma anche soprattutto tra persone comunità e luoghi. Danza, perfomance, arti visive e architettura possono in quest'ottica adottare una strategia per ripensare in un altro modo il tempo e lo spazio con i quali accogliere il presente inarrestabile di cui è costruito il futuro. Percorrendo Valle Cascia, la prima delle contraddizioni che emerge nella Rassegna è KT1 - Kavallo di Troia, struttura mobile, bestia fantastica, animale che attraversa la città per differenza. A cura dellə architettə Michele Anelli-Monti e Margherita Fiorini, prende forma il prototipo di un bestiario artificiale. Facendosi macchina militare dall'aspetto ligneo e argentato, il dispositivo assume una duplice postura: attacca e assedia gli spazi della Festa, spostandosi alla conquista, e difende con fragilità in una minuta opposizione fallimentare. Il ventre dell'animale si offre come rifugio e nascondiglio a chiunque voglia lasciare momentaneamente il piano fisico e temporale della Festa per ritirarsi in un luogo altro, corruzione della realtà. Al suo interno, gli immaginari sono inesauribili, è possibile considerare il personale, costruire nel paradossale e muovere nell'isolamento il proprio di più per poi tornare nel mondo.”